C'è un uccello c'è un gabbiano piccolo a terra nel parcheggio....

Ho trovato un piccolo di... cosa devo fare?
Premesso: gli animali non apprezzano particolarmente le attenzioni degli esseri umani quindi, prima di qualsiasi atto, verificare che il giovane sia realmente in difficoltà: MAI intervenire col "cuore della pancia".
Stabilire (in base alla varietà a cui appartiene) se può aver bisogno oppure no di aiuto concreto.
Anzitutto stabilire se si è di fronte ad un uccello (oviparo) o ad un mammifero. Questo serve per capire se è possibile toccarlo senza fare un danno.
I mammiferi hanno un olfatto fine e, percependo un odore estraneo, spesso abbandonano la prole che andrà incontro a morte certa.
Gli uccelli non hanno questo senso così sviluppato, quindi il toccare volutamente o inavvertitamente un uccellino non comporterà nessuna conseguenza sulle cure parentali.
Parliamo di uccelli:
dopo un breve periodo (tempo calcolato sugli standard umani) i giovani incominciano a desiderare di esplorare il mondo (come i bambini) facendo i primi azzardi; emulazione dei "grandi" nell'allargare le ali, sbatterle per spiccare il volo. Questo è un momento molto delicato e pericoloso: in natura un giovane uccello che si arrischi a terra senza la capacità vera di volo sarà predato e nessuno, crediamo, potrà porre in discussione questa realtà. Questo perché i genitori continueranno a nutrirlo ma non potranno proteggerlo né ricondurlo al nido (non hanno le braccia!).
Questo, in natura, in un bosco, in un prato, in scogliere con rocche, ecc. è pressoché matematico, ma in città?
Beh, premesso che la predazione c'è anche in città, qui i problemi sono moltiplicati (auto, cani lasciati liberi di vagare -vietato, ma spesso concesso-, gatti, ecc.); quindi, se si trova un giovanissimo … cosa fare?
1 Effettuare una breve valutazione del luogo per comprendere possibili criticità,
2 Metterlo in sicurezza (porlo in una scatola con bordi alti: onde evitare che evada) all'ombra tenendolo controllato,
3 Controllare i dintorni per verificare la provenienza: se si riuscirà ad individuare il SUO nido, se possibile (magari con l'aiuto dei Vigili del Fuoco), rimetterlo a posto (ovviamente possono esserci anche degli "if", ma andranno valutati caso per caso),
4 Se non sarà possibile individuare la provenienza verificare se è percepibile un movimento di uccelli simili nelle vicinanze: i genitori seguono sempre la propria prole, potrebbero cercare di avvicinarsi al giovane, quindi tenersi ad una distanza tale da non impedire l'approccio,
5 I nidi possono essere sugli alberi, nei cespugli, sulle finestre, nei terrazzi, sui tetti, ecc.
6 Allorquando si identifichi un gabbiano immaturo (è più piccolo degli adulti, con coda e ali ancora in formazione ed un becco di colore nero) a terra in un contesto urbano, premurarsi di metterlo in sicurezza per poi provvedere immediatamente all'avvistamento della famiglia (che sarà sopra ad un tetto a sorvegliare). Con una determinazione encomiabile adoperarsi per trovare l'accesso ad un tetto o ad una terrazza all'ultimo piano (suonare ai citofoni degli ultimi piani o cercare l'amministratore dello stabile); portarlo dentro la scatola, aprire la scatola senza farlo uscire: lasciare che emetta qualche segnale sonoro. I genitori accorreranno, a quel punto sarà possibile liberare il "pulcione".
In città, lasciare al caso la vita di un pullo incosciente è, a ns avviso, un insulto alla civiltà in nome del rispetto delle leggi di natura (quale legge di natura? Quella di superstrade, di vialoni, di aree giochi per cani, ecc.!?)
Secondo una storia tramandata dalle donne della famiglia, le trisnonne, per dissuadere le figlie a danzare (per diminuire i problemi della propria responsabilità), solevano sostenere che se lo avessero fatto, se avessero trovato un bel giovane esperto nel ballo e avessero abbassato lo sguardo, avrebbero visto che egli, al posto dei piedi, aveva gli zoccoli…..


