Anatrini per la città

Pulcini di anatra con o senza mamma in giro per la città: che fare?

 

Secondo la nostra esperienza la scelta ideale (in un contesto ideale) sarebbe quella di lasciare che la “mamma papera” si preoccupi autonomamente dello spostamento della prole.

 

Purtroppo il contesto urbano mal si addice a questa opzione: strade trafficate, pochi parchi, pochi rii a cielo aperto!

 

Quindi, come comportarsi?

 

Premessa: come in qualsiasi situazione la prima prescrizione da seguire è quella di non arrecare danno alcuno, ergo agire dopo aver valutato le variabili che si presenteranno via via.

 

MAI catturare i pulcini a meno che non ci si trovi in reale vicinanza di un corso d’acqua. In questo caso i piccoli andranno catturati TUTTI e riposti in uno scatolone con bordi alti (che impediscano la fuoriuscita spontanea).

Quindi si procederà portando il contenitore aperto (così che la madre li veda e li senta senza dubbio alcuno) in alveo poggiandolo (ovviamente in prossimità di acqua bassa e mai in caso di piena).

La genitrice non tarderà a farsi vedere e sentire.

Quando si sarà certi che sono stati riconosciuti (dopo aver verificato che non ci siano predatori nelle immediate vicinanze) ruotare di 45° lo scatolone in modo da permettere “l’evasione” dei piccoli.

A questo punto allontanarsi immediatamente di una decina di metri e verificare che la famiglia si ricongiunga.

Ora si potrà impiegare un po’ di tempo per immortalare la ricongiunzione familiare (non prima, onde evitare disattenzioni che possono risultare rovinose).

 

L’opzione migliore è però quella di permettere alla famiglia di percorrere lo spazio che li divide dal corso d’acqua in modo semiautonomo.

Meglio se si agisce in due, producendo il minimo indispensabile di suoni (non parlare e tanto meno urlare) ed allontanando in modo fermo i curiosi invadenti (che spesso determinano la sconfitta dell’azione).

I movimenti del proprio corpo dovranno essere pochi e mirati (gli animali temono e rifuggono dai gesti smisurati).

Una persona dovrà rimanere con la famiglia di palmipedi (sempre mantenendo una posizione statica e tacendo), la seconda si attrezzerà di alcune canne (o simili: qualsiasi oggetto leggero,lungo e sottile).

Le canne dovranno essere portate quali “extension” dei propri arti superiori.

S procederà ai primi movimenti una volta verificato che la famiglia si presenti tranquilla.

Le due persone, a questo punto, creeranno, ad una distanza di 3-5 metri dagli animali, una sorta di angolo acuto che procederà “spingendo” (camminando dietro le anatre e dirigendole con le canne) il gruppo compatto in direzione dell’acqua, avendo cura di utilizzare il percorso più facile (i muretti non sono ostacoli che i piccoli possano superare).

Può essere necessario l’intervento della Polizia Municipale per la necessità di attraversamento strade: da preallertare comunque.


Buona fortuna!!!

 

Si ricorda che queste azioni sono scelte che agisono direttamente sul futuro di altri esseri viventi, di conseguenza vanno portate avanti con serietà e determinazione.

 

NON E’ UN GIOCO

Joomla templates by a4joomla